Storia

Nel raccontare la storia del coro si devono ripercorrere alcune tappe fondamentali che hanno permesso di far giungere al XXI secolo le tradizioni popolari di San Giovanni Teatino.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, nell’Italia della Ricostruzione, il coro iniziò a muovere i suoi primi passi.
I primi anni del coro furono caratterizzati da una intensa attività concertistica, partecipando a diverse manifestazioni locali e regionali; fino ad approdare al Santa Cecilia di Roma, dove incisero su nastro alcuni dei loro canti folcloristici e popolari, tra i quali possiamo citare “Arie diritte” e “Arie de la metiture”.
Negli anni ’70 un cospicuo gruppo di giovanissimi entrano con entusiasmo a far parte del coro, permettendo così, oltre che un naturale ricambio generazionale, un consolidamento tra la vecchia e la nuova generazione, imprescindibile per poter tramandare le antiche tradizioni.
Nel 2000 si è statutariamente costituita in seno all’Associazione Culturale “Primavera ‘94” assumendo l’attuale denominazione di coro folkloristico polifonico “Colline Verdi Teatine”. Con questo nome si è voluto porre l’accento su uno degli aspetti fondamentali che caratterizza il paese di San Giovanni Teatino. Obiettivo unico del coro è di trasmettere l’eco della cultura passata attraverso balli popolari e canti dialettali; poichè le antiche civiltà hanno sempre rappresentato un modello e un patrimonio prezioso per le generazioni successive: usi, costumi e consuetudini mantengono vivo lo spirito di un popolo e ne tramandano le tradizioni.
E proprio nel nuovo millennio sono iniziati anche gli impegni internazionali del coro. La prima esibizione all’estero è avvenuta presso la comunità di abruzzesi di Lucerna, in Svizzera. Dopo i successi riscossi e la sensibilità dei nostri connazionali all’estero per i valori delle nostre tradizioni, sono attualmente in progetto altre trasferte in campo internazionale.
I 35 “Cantori” che compongono il coro, sotto la direzione del M° Giuliano Di Berardino, appartengono ad ogni estrazione sociale; sono tutti dilettanti che, accomunati dallo stesso amore per la musica, dedicano con passione il loro tempo libero al canto.
Il folklore del gruppo riecheggia lo spirito abruzzese, una terra di lavoratori e contadini: tutte le danze si rifanno alle attività stagionali della campagna come la trebbiatura, la mietitura, la vendemmia, etc., la fine delle quali rappresentava sempre un’occasione di gran festa. Le danze sono allegre e veloci ed esprimono gioia di vivere e di divertirsi. Tra queste emerge la Quadriglia e, per il suo ritmo incalzante, il Saltarello abruzzese. I balli sono eseguiti da un numero di coppie che va da 4 a 8. Durante le esibizioni, le musiche sono suonate dal vivo, accentuando il carattere genuino di queste rappresentazioni, con strumenti tradizionali quali la fisarmonica e il “dù ‘bbotte” sapientemente maneggiate dal M° Diana Baboro.
Una peculiarità molto apprezzata è la versatilità del coro che può vantare un ricchissimo e vario repertorio musicale: popolare, folcloristico e sacro. Infatti alle esibizioni in piazza si alternano, in occasione di cerimonie e festività, quelle in chiesa.